Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Prove sul campo, impressioni di guida, articoli storici, collezionismo

Moderatore: Ferruccio Lobba

Rispondi
Avatar utente
Michele Azzali
Moderatore
Messaggi: 6962
Iscritto il: mer mag 02, 2007 10:39 am
Località: Trento
Contatta:

Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Michele Azzali » mer ago 31, 2016 9:42 pm

...segue parte II.

Altre situazioni: vi sono casi in cui non si penserebbe ad utilizzare un 28. Nei ritratti per esempio. Ovviamente, per quanto detto prima, sono da evitare i primi piani, a meno che si voglia esaltare un’azione che il soggetto sta compiendo: un esempio classico sono le mani di un artigiano al lavoro nel suo laboratorio, e il 28 è in grado di abbracciare anche una buona parte dell’ambiente. Senza considerare che si può anche lasciarlo fare e dare spazio agli effetti speciali! Altre situazioni inusuali per il 28 potrebbero essere sport e natura. In entrambi i casi ci si trova lontani dall’azione e si dovrebbe usare una focale decisamente più lunga, ma col 28 si otterranno immagini insolite e particolari. La visione d’insieme ad esempio, o il campo di gara insieme al pubblico, avendo sempre cura però di includere un oggetto su un piano “d’appoggio” non troppo distante dall’osservatore.

In conclusione il 28 è una personalità forte e sfaccettata: può rapidamente passare dall’uso meditato a quello nervoso e bizzarro. La sua poliedricità lo rende adatto a molte situazioni, la maggior parte delle quli saranno rese ancor meglio di quanto uno si aspetti. Entrare in confidenza col 28 significa imparare a vedere fotograficamente e portare a casa molte più immagini soddisfacenti, insolite, interessanti. Si presta perfettamente alla sperimentazione, alle situazioni non comuni.

Tuttavia, per evitare una resa che alla lunga può stancare, il 28 andrebbe usato senza esasperarne le caratteristiche.
In un’intervista rilasciata da Mario Dondero, visibile in internet, il compianto fotografo dice che più il soggetto è banale, o se vogliamo quanto più il fotografo è a corto di argomenti, più ricorre a focali dagli effetti particolari per catturare l’attenzione dell’osservatore, relegando il contenuto ad un ruolo secondario. Sono d’accordo fino ad un certo punto e solo per quanto riguarda campi specifici della fotografia, poco amatoriali come la fotografia a sfondo sociale.


Immagino che molti avranno da obiettare su quanto ho scritto, anche con argomentazioni valide, ma è chiaro che ognuno la vede a modo suo. In alcuni punti posso aver dato l’impressione di rivolgermi a dei principianti: so che non lo siete ma certe precisazioni sono necessarie per puntualizzare. E poi magari a qualcuno sono utili…
Mi scuso se a volte ho dato l’impressione di essere contraddittorio ma… anche il 28 lo è :D

Infine una dichiarazione “bibliografica”: le mie esperienze sono certamente farina del mio sacco, ma per diverse altre cose, nei paragrafi qui sopra, ho attinto dal vasto mare di internet. Nel mondo anglosassone il 28, come tutte le altre focali, è femmina: gli autori ne parlano col “She”.
Spesso quello che cerchi è dentro di te... oppure nel frigo!

http://www.photomaz.com/

Avatar utente
Anton J Pisani
Messaggi: 408
Iscritto il: ven mar 04, 2016 2:53 am
Località: Malta
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Anton J Pisani » mer ago 31, 2016 9:54 pm

Grazie Michele, mi aggiungo agli altri per ringraziarti per la cura dedicata ad ogni dettaglio. Credo che molti di noi ora abbiano voglia di comprare un 28 o di rispolverarlo dall'armadio. :)

Per quanto mi riguarda, adoro il 35mm all'occorrenza accompagnato dal 21mm. Ma non ti nego che un pensierino al 28mm. da utilizzare in alcuni casi come ottica unica, con l'idea di "croppare in simil-35" (questo forse farà storcere il naso a molti ma di fatto all'atto pratico è fattibilissimo e non se ne accorge nessuno, o quasi) mi è venuta e ci sto riflettendo...

Di base direi che ogni ottica dovrebbe essere sperimentata a lungo. Si dovrebbe imparare ad amarle tutte, perche ciascuna ha i suoi pro ed i suoi contro. OK... Sto dicendo cose banalissime... Mi fermo qui! :)

Avatar utente
castorino
Messaggi: 845
Iscritto il: gio ott 20, 2011 2:20 pm
Località: Delta del Po
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da castorino » mer ago 31, 2016 10:18 pm

Grazie Michele, anche io sono un fervente sostenitore del 28mm, l'ottica gradangolare più spinta che a parer mio si può ancora usare tranquillamente sulle fotocamere a telemetro e molto diversa dal 35 che, sempre a parer mio, è più vicino al 50! Vista la tua grande passione per questa focale ho inoltrato domanda a Chi di dovere perchè San Michele venga spostato dal 29 Settembre al 28 Settembre, vediamo cosa mi rispondono :wink: Ciao Rino
Gastone Dissette
E' facile non fare nulla, il difficile è farlo bene|

Avatar utente
manuel.zanetti
Messaggi: 902
Iscritto il: lun mar 29, 2010 1:43 pm
Località: Vignola (MO)

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da manuel.zanetti » mer ago 31, 2016 10:44 pm

Complimenti Michele, hai fatto un bellissimo articolo su una ottica che non sento mia e per questo ho assaporato ancora più intensamente le tue reali e ponderate impressioni. Grazie!

Inviato dal mio STONEXONE utilizzando Tapatalk
Manuel Zanetti

Avatar utente
enrico_cinti
Messaggi: 2496
Iscritto il: sab giu 06, 2009 2:51 pm
Località: Anzio/Roma

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da enrico_cinti » mer ago 31, 2016 11:01 pm

Buonasera,
Bravo Michele, un bel racconto, colto, ben articolato in parti, ed ammorbidito, nell'introduzione, dalla giusta dose di ironia.
Per parlare della mia esperienza personale, essendo un fotoamatore assiduo ma con gusti ed abitudini mutevoli nel tempo, io non ho le tue certezze ma neanche pregiudizi verso il 28mm: lo ho usato con soddisfazione nel passato, non lo utilizzo molto in questo periodo ma non posso escludere a priori che possa ri-utilizzarlo magari anche domani.
Comunque grazie per aver condiviso i tuoi pensieri e la tua esperienza: molto interessante.
Aggiungo che, in merito alla seguente affermazione di Gastone:
castorino ha scritto:Grazie Michele, anche io sono un fervente sostenitore del 28mm, l'ottica grandangolare più spinta che a parer mio si può ancora usare tranquillamente sulle fotocamere a telemetro e molto diversa dal 35 che, sempre a parer mio, è più vicino al 50! ....
Mi permetto di dire, con la dovuta umiltà, di non essere d'accordo, offrendo un riscontro, quanto più possibile oggettivo, qui di quali differenze esistano fra 28mm, 35mm e 50mm.

Avatar utente
Ferruccio Lobba
Moderatore
Messaggi: 3055
Iscritto il: sab lug 07, 2007 8:16 am
Località: Brescia

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Ferruccio Lobba » mer ago 31, 2016 11:52 pm

Michele, innanzitutto, un grande grazie allo sforzo da te sostenuto per scrivere e renderci partecipi di questi tuoi chiarissimi pensieri e concetti.

Te lo dice uno che, ormai, non usa più il 28 da tempo, per motivi, aimè, pratici ...... portando gli occhiali da miope e utilizzando solo corpi M non riesco a vedere cosa sto inquadrando e di conseguenza fotografando; per questo motivo sono tornato al 35 solo utilizzando un Summaron con gli occhiali ..... per me è come usare il 50 dal punto di vista dell'inquadratura :D

Con le tue parole, però, ho anche capito che, quando usavo il 28, anche sulle reflex, lo sfruttavano pochissimo; gran panorami e basta ..... le classiche cartoline per intenderci ed invece, probabilmente avrei potuto osare di più e utilizzarlo in maniera più disinvolta ed meno accademica.

Amen ...... Ormai sono abituato al 35, 50 e 90 ............ e anch'io, come Enrico, però vorrei dissentire dalla tua ultima affermazione riguardante la troppa somiglianza tra il 35 e il 50 ......
Michele c'è un abisso ..... sono due focali molto differenti; sia nell'uso che nei risultati. Come del resto, ritengo ci siano tante differenze tra il 28 e lo stesso 35. :wink:

Comunque grazie ancora di tutto.
Ciao
Ferruccio

Avatar utente
castorino
Messaggi: 845
Iscritto il: gio ott 20, 2011 2:20 pm
Località: Delta del Po
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da castorino » gio set 01, 2016 12:36 am

enrico_cinti ha scritto:Buonasera,
Aggiungo che, in merito alla seguente affermazione di Gastone:
castorino ha scritto:Grazie Michele, anche io sono un fervente sostenitore del 28mm, l'ottica grandangolare più spinta che a parer mio si può ancora usare tranquillamente sulle fotocamere a telemetro e molto diversa dal 35 che, sempre a parer mio, è più vicino al 50! ....
Mi permetto di dire, con la dovuta umiltà, di non essere d'accordo, offrendo un riscontro, quanto più possibile oggettivo, qui di quali differenze esistano fra 28mm, 35mm e 50mm.
Ciao, le foto che tu hai fatto, mostrano "solamente" quanto inquadra un'ottica diversa dalla medesima distanza, e questo se permetti, lo puoi vedere anche spostando la levetta che si trova(su alcune Leica) alla sinistra dell'obiettivo, altra cosa sarebbe stato se tu avessi mantenuto costanti le dimensioni dell'edificio spostandoti avanti e indietro, ti saresti accorto allora di quanto varia la prospettiva tra 28 e 35, (almeno secondo il mio metro) perchè per variare le dimensioni basta spostarsi un poco avanti oppure indietro, ma per variare la prospettiva, beh, per quello non si può fare altro che cambiare ottica! Poi si sa, i gusti sono gusti ed a ciascuno di noi possono piacere focali diverse e quello che per me è grande forse per te è piccolo. Ciao Rino
Gastone Dissette
E' facile non fare nulla, il difficile è farlo bene|

Avatar utente
Anton J Pisani
Messaggi: 408
Iscritto il: ven mar 04, 2016 2:53 am
Località: Malta
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Anton J Pisani » gio set 01, 2016 12:51 am

castorino ha scritto:
enrico_cinti ha scritto:perchè per variare le dimensioni basta spostarsi un poco avanti oppure indietro, ma per variare la prospettiva, beh, per quello non si può fare altro che cambiare ottica!
Rino, riguardo questo punto però, se non ricordo male anche Michele diceva lo stesso, se uso un 28 e faccio un crop che me lo riduce a quello che avrei visto con il 35, ottengo lo stesso effetto... o no?

Avatar utente
Sergio Frascolla
Moderatore
Messaggi: 10316
Iscritto il: mar mar 11, 2008 9:51 am
Località: GENOVA

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Sergio Frascolla » gio set 01, 2016 12:56 am

Il tuo mese preferito ? Febbraio.....
Domani me lo provo un po', sto ventotto.....
Se mi lasciano scattare al MAMBA di Bologna ..... c'è David Bowie!
:D grassie di tutto, e spero che il 35 non si inkzzi.......
Sergio Frascolla.
Louis, credo che questo sia l'inizio di una bella amicizia

Wetzlar 2011, io c'ero !

Avatar utente
Franco Felici
Messaggi: 6001
Iscritto il: ven feb 18, 2011 7:40 pm

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Franco Felici » gio set 01, 2016 12:59 am

castorino ha scritto:perchè per variare le dimensioni basta spostarsi un poco avanti oppure indietro, ma per variare la prospettiva, beh, per quello non si può fare altro che cambiare ottica!
puntoittì ha scritto:Rino, riguardo questo punto però, se non ricordo male anche Michele diceva lo stesso, se uso un 28 e faccio un crop che me lo riduce a quello che avrei visto con il 35, ottengo lo stesso effetto... o no?
Ciò che influenza la prospettiva è proprio la distanza di ripresa. La lunghezza focale dell'obiettivo (in combinazione con le dimensioni del fotogramma) determina solamente quanto è grande il campo inquadrato, ovvero l'angolo di campo.

Ciao,
Franco (già "Contarex")

Avatar utente
castorino
Messaggi: 845
Iscritto il: gio ott 20, 2011 2:20 pm
Località: Delta del Po
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da castorino » gio set 01, 2016 2:23 am

Cerco :D di spiegarmi meglio perchè a volte nella fretta do per scontato che gli altri intuiscano quello che voglio dire! Se io fotografo un soggetto con ottiche diverse, sempre dallo stesso punto, ottengo soltanto un ingrandimento diverso dello stesso soggetto, posso ottenere la stessa cosa croppando il file in postproduzione, mentre se io mi allontano o mi avvicino dal soggetto, cambiando ottica in modo che le sue dimensioni rimangano costanti, vario il rapporto di distanza tra obiettivo e soggetto e tra soggetto e sfondo ( es. soggetto a 2m e sfondo a 20m con ottica 50mm avrò un rapporto 1/10, soggetto ad 1m e sfondo a 20m con ottica 25mm avrò un rapporto 1/20) Questo per me è il modo "creativo" di usare il grandangolare, poi c'è il modo "pratico", quando cioè sono in una stanza e devo fotografare un gruppo di persone e con un'ottica più lunga non riesco ad inquadrarle tutte, ma questo se vogliamo è un altro discorso! Spero di essermi spiegato meglio questa volta! Ciao Rino
Gastone Dissette
E' facile non fare nulla, il difficile è farlo bene|

Avatar utente
Robbie McIntosh
Messaggi: 1453
Iscritto il: mer gen 04, 2012 11:23 pm
Località: Napoli

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Robbie McIntosh » gio set 01, 2016 8:47 am

grazie per il tuo esaustivo e squisito contributo, Michele.
Anche per me il 28mm è un must assoluto, sia del sistema Leica M che non.
all the best!
Robbie

Avatar utente
Giulio Segantin
Messaggi: 3510
Iscritto il: mar giu 14, 2011 1:29 am
Località: Venezia
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Giulio Segantin » gio set 01, 2016 4:36 pm

Grazie Michele per aver reso onore a questa focale.

Belli i grandangoli. Penso che sia più facile avvicinarsi piuttosto che allontanarsi. Tanto più che allontanarsi senza guardare indietro qui a Venezia significa cadere in canale. E in montagna in un burrone.

Anch'io, come tanti "Leichisti", non amavo questa focale. Per snobismo la consideravo da "fotoamatore". Anche Leitz sembrava non amarla: i 28 fino per molti anni per resa non erano all'altezza di altri obiettivi della casa. Dovevi anche usare il mirino esterno. Dalla M4-P in poi questo non era più necessario, ma dal mirino della macchina era problematico vedere per intero l'inquadratura, soprattutto per i portatori di occhiali. Ad onor del vero, la soluzione fu trovata, ma era ieri, con i mirini 0.58.

Poi arriva l'M8, con quel suo maledetto crop di 1,33x.
Panico! Le focali "diventano" altro. Il 35 "diventa" circa un 50, il 50 uno strano (stupendo) 66.5, il 90 un 120.
E il 21 esattamente un 28.
Di necessità si fa virtù, visto che resta un unico grandangolo.
Sperando che la cosa duri poco, ci si abitua a fotografare col 21 che ha l'angolo di campo del 28.

Poi arriva l'M9, finalmente in formato pieno.
E abituato ormai a vedere "come se avessi" un 28, il 28 me lo compro davvero: piccolo, leggero, asferico, f/2.8, che a me basta.
Un 28 che sembra un clone dei vecchi piccoli 35.

Storielle a parte, se c'è spazio dietro ( :roll:) per me una focale vale l'altra.
Con un solo obiettivo, purchè non troppo lungo, fino al 50 supponiamo, si può fare quasi tutto.
E se maledettamente ci stesse troppa roba, con sensori come quelli di oggi o pellicole, che so, come l'Acros, zac!, un bel crop!
E avremo per magia la focale perfetta, senza cambiare obiettivo.

Le focali vanno pian piano capite: talvolta è amore a prima vista, altre volte sboccia poi, talvolta per niente. Ma solo per preconcetto o per pigrizia.

E per concludere con quello che sembra un luogo comune: le foto le facciamo noi, non gli obiettivi…

Avatar utente
Michele Azzali
Moderatore
Messaggi: 6962
Iscritto il: mer mag 02, 2007 10:39 am
Località: Trento
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Michele Azzali » gio set 01, 2016 9:34 pm

Grazie a tutti per la pazienza e per l'attenzione prestata. 28isti e non 28isti.

Mi addentro per un attimo nel campo strettamente tecnico-collezionistico e invito a visitare Leica-Wiki:http://www.l-camera-forum.com/leica-wik ... cal_Length per scoprire che il primo 28 per Leica M fu prodotto nel 1965, a cui ne son seguiti altri 6.

Di quelli attualmente in produzione mi piacerebbe provare l'Elmarit per vedere se mi farebbe rimpiangere il Summicron, ma penso di no. Io apprezzo molto la leggerezza e le dimensioni ridotte e credo che l'F/2,8 sia uno dei più piccoli e leggeri. Il Summilux invece è troppo grosso e pesante (e costoso, senza contare che trovarlo usato è duretta...)
Giulio Segantin ha scritto:Con un solo obiettivo, purchè non troppo lungo, fino al 50 supponiamo, si può fare quasi tutto.
E se maledettamente ci stesse troppa roba, con sensori come quelli di oggi o pellicole, che so, come l'Acros, zac!, un bel crop!
Ci sarebbe la Q...
Spesso quello che cerchi è dentro di te... oppure nel frigo!

http://www.photomaz.com/

Avatar utente
Anton J Pisani
Messaggi: 408
Iscritto il: ven mar 04, 2016 2:53 am
Località: Malta
Contatta:

Re: Il 28 millimetri e la sua personalità (parte III - fine)

Messaggio da Anton J Pisani » gio set 01, 2016 10:16 pm

Michele Azzali ha scritto: Ci sarebbe la Q...
La Q infatti con il 28 ha "il suo perché"... ma non andatelo a dire ad Edgar... :mrgreen:

Rispondi